Alessandro Bertirotti

Alessandro Bertirotti

Futuro

Magia, sogno e mistero

  Tutte le culture fino ad ora conosciute hanno avuto la necessità di sviluppare un rapporto particolare con tutto ciò andasse oltre i propri sensi, oltre la materialità del vivere quotidiano. Questo atteggiamento, è un atteggiamento che non necessariamente si lega alla formazione del linguaggio, per che esso è sostanzialmente un pre-requisito biologico-evolutivo. Questa mia prima considerazione antropologica è il frutto di una elaborazione personale in seguito alla visita, presso il centro fiere di Lucca, il giorno 4 gennaio 2009, della fiera dedicata al mistero, i sogni e l'esoterismo. Devono essere fatte quantomeno due considerazioni iniziali, prima di addentrarci in una valutazione più specifica delle due conferenze alle quali ho assistito. Innanzitutto, lo spazio all'interno della quale era allestita la fiera-mercato dedicata proprio alla magia, intesa sia come sogno e come un mistero, conferiva all'iniziativa una qualità decisamente scadente, per non dire oltremodo squallida. Si trattava di una tensostruttura, che ospitava una serie di bancarelle come se stessimo andando alla fiera di un mercato qualsiasi, di qualsiasi paese italiano. Ovviamente, senza nulla togliere alla folclore che questi mercati rappresentano quando li incontriamo nelle nostre passeggiate domenicali durante qualche interessante passeggiata estiva con la famiglia. Questa è la prima considerazione da fare. La seconda considerazione, è inevitabilmente legata alla prima, perché fa riferimento all'atteggiamento con il quale sono state proposte le conferenze e che ha determinato una precisa atmosfera condivisa tra colui parlava, il relatore della conferenza, e coloro che dovevano ascoltare. Proporre delle conferenze all'interno di una struttura nella quale mancava solo la presenza di una interessante di una sicuramente affascinante Moira Orfei, non penso sia stata una cosa intelligente. Ora, direte voi, tutto questo che cosa ha a che fare con il tema di questo argomento: "il ruolo della magia"? Invece ha molto a che vedere, dico io. Gli atteggiamenti mentali della nostra specie sono sempre legati, in nome di una necessità tanto biologica quanto antropologica, ad atteggiamenti di tipo comportamentale, ossia a vere e proprie azioni che, in un certo senso, rendono testimonianza della dimensione mentale che sta a monte. Voglio dire, in altre parole, che una schiera-mercato, che ha la pretesa di presentarsi anche come un mini-festival, dovrebbe tenere conto del fatto che le questioni della magia, come del mistero e dell'esoterismo, sono domande importanti che l'intera umanità si è sempre fatto e che necessitano di una certa "serietà" metodologica. Ogni essere umano, che si trovi a condividere la propria esistenza con un altro gruppo di individui, e che dunque organizzi la propria vita quotidiana all'interno di un sistema culturale, è necessariamente portato a porsi domande importanti circa il proprio futuro, sulla base sia del proprio passato e di quello comunemente definito presente. Queste domande non sono al di fuori della propria esistenza personale, e si presentano invece come fondanti rispetto a un atteggiamento assolutamente indispensabile dello sviluppo della specie: la capacità di progettare qualcosa di diverso che vada a modificare la percezione della propria identità. in questo contesto, la magia, come l'esoterismo, il sogno e il desiderio onirici, rappresentano una vera e propria risposta culturale all'esigenza di futuro. Non solo, questo futuro deve, in qualche modo e misura, essere controllato prima ancora che si verifichi è l'unico modo che l'essere umano ha per poter controllare i propri desideri è quello di verificarne in anticipo la loro attuabilità. abbiamo sempre definito questo atteggiamento con il termine di magia, mentre oggi abbiamo l'abitudine di definirlo in maniera diversa: indagine di mercato oppure sondaggio d'opinione. Sono due forme raffinate di magia, ossia due forme in cui la statistica e la matematica agiscono, secondo un metodo scientifico, per poter assicurare un livello di realizzabilità dei propri desideri. Questo ragionamento, non scaturisce purtroppo dalle conferenze alle quali ho assistito, se non in forma assolutamente labile, perché i relatori hanno voluto forse fornire una versione troppo mercantile delle proprie personali indagini. Peccato, perché la cosa sarebbe stata oltremodo interessante... Invece, come spesso accade in queste situazioni, si aveva la sensazione che tutti i contenuti mentali dovessero tradursi in merce con valore di scambio!


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