I suoni accompagnano l'essere umano sin dal grembo materno. La nascita rappresenta anche l'entrata in un mondo ricco di suoni e rumori. Oggi giorno la musica è anche rumore. In quale modo la musica può essere utilizzata a fini terapeutici?
La teoria dell'attaccamento e la pratica musicale possono coesistere efficacemente, specialmente nel trattamento di alcune patologie psichiatriche trattate anche farmacologicamente.
La metodologia Areale prevede la focalizzazione su elementi visivi particolarmente utili per la assunzione di una particolare coscienza personale. L'utilizzazione di questa metodologia unitamente alla biomusicologia stimola la formazione-mantenimento del sentimento di identità.
La vita intrauterina è caratterizzata dall'ascolto di molti suoni mediati dal liquido amniotico, i quali contribuiscono a rendere l'ambiente materno particolarmente adatto alla percezione di suoni ovattati. È possibile ripercorrere in reparti ospedalieri specifici la dimensione sonora primigenia.
La degenza infantile all'interno di strutture ospedaliere è oggi caratterizzata dalla presenza di molteplici pratiche terapeutiche anche coadiuvanti quella prettamente farmacologica. Può la musica entrare in reparto?
La creatività è espressione umana per eccellenza. La musica è creazione senza significato, perché lontana dalla figurazione, ancorché ad alti contenuti evocativi. È possibile utilizzare la musica come attività creativa.
L'utilizzazione di psicotropi nel trattamento psicopatologico può essere affiancata al trattamento contenitivo degli effetti collaterali ad essi legato, utilizzando la musica.
La fase "anziana" verso cui ogni individuo si dirige è caratterizzata dalla memoria e dalla anticipazione. La quotidianità esistenziale si accompagna dunque con i suoni della memoria e quelli del futuro. La musica diventa dunque il veicolo sonoro dell'identità anziana
La pratica fisioterapeutica prevede da parte del paziente l'attuazione di complesse attività fisiche e fisiologiche legate alla determinazione volitiva. La musica può veicolare quest'ultimo prerequisito.
L'intervento terapeutico del neurofisiologo nei casi di degenerazione neuronale può essere coadiuvato dalla pratica musicoterapeutica in grado di potenziare l'azione medica.
Il setting terapeutico e la pratica psicoterapeutica costituiscono il punto nodale della relazione fra paziente e la propria patologia. Il paesaggio sonoro può favorire od inibire questa relazione.
La sala di attesa dello studio medico costituisce il primo impatto emotivo per un paziente. Ogni patologia risponde ad esigenze musicali precise e utilizzabili pre-terapueticamente.
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