Antropologia della relazione culturale in una società multietnica
Per docenti della Scuola Primaria di Primo e Secondo Grado, della Secondaria e per la famiglie
Contesto
La Giornata di Studio pone il suo accento sull'atto comunicativo che caratterizza la maggior parte della trasmissione del sapere in chiave educativa. Si vuole porre particolare attenzione alla dimensione affettivo-emozionale della formazione e alle problematiche insite nella relazione educativa, concepita come asimmetrica ma necessaria per un corretto processo inculturativo ed acculturativo.
Descrizione
La Giornata di Studio è rivolta ai docenti di ogni ordine e grado della Scuola italiana, facendo specifico riferimento alle problematiche che scaturiscono nelle classi multietniche, portatrici di contenuti culturali diversificati ma non per questo "minacciosi".
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La Giornata di Studio si prefigge lo scopo di fornire ai docenti ed alle famiglie una occasione per ragionare sul concetto di evoluzione umana, secondo la prospettiva della Antropologia della Mente, con particolare attenzione alla relazione comunicativo-educativa come matrice della formazione. In questo contesto assume particolare importanza l'affettività, l'emozione e la cognizione, come stili e metodi di comprensione dei saperi. La prospettiva adottata fa riferimento alle impostazioni teoriche di Howard Gardner, all'esperienza emotiva nei processi di apprendimento, all'intelligenza delle emozioni proposte da Martha Nussbaum, alle differenze individuali e culturali nella relazione alunno-insegnante. Ulteriore attenzione è posta sul ruolo della riflessività ed auto-riflessività come pratica della azione educativa, nella gestione delle dinamiche del gruppo classe, secondo precise metodologie e strumenti operativi. |
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Alessandro Bertirotti, Antropologo della Mente, Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Medicina e Chirurgia. |
Destinatari
La Giornata di Studio è rivolta a tutti i genitori ed i docenti della Scuola italiana, di ogni ordine e grado.
Metodologia di lavoro nell'arco della giornata
La giornata di studio si articola con ore di lezione frontale al mattino e al pomeriggio, intercalate da ore di discussione di casi concreti vissuti, o ipotetici, per un totale di circa 8 ore di presenza.
Antropologia della cognizione divergente nelle didattiche disciplinari
Per docenti della Scuola Primaria di Primo e Secondo Grado, e della Secondaria
Contesto
La Giornata di Studio pone il suo accento sulla valorizzazione dell'intima connessione tra la sfera della cosiddetta "intelligenza creativa" e le altre forme di intelligenze. Questo tipo di approccio permette e stimola, da parte dell'insegnante, la costruzione di unità didattiche interdisciplinari che favoriscano la formazione dell'individuo attraverso approcci che non vanno dal semplice al complesso ma dal complesso ai suoi fattori. Si vuole dunque evidenziare la ricchezza epistemica dei saperi e la loro complessità logica e storica.
Descrizione
La Giornata di Studio è rivolta ai docenti di ogni ordine e grado della Scuola italiana, facendo specifico riferimento ai processi cognitivi che sottendono le cosiddette "onde di simbolizzazione", grazie alle quali le intelligenze umane, appartenenti allo stesso individuo, possono entrare in relazione funzionale tra loro. Proprio in base alla loro più o meno attivazione il risultato delle performances scolastiche può avere un corrispondente miglioramento o meno, ed in tutti le discipline.
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La Giornata di Studio si prefigge lo scopo di fornire ai docenti gli elementi base che costituiscono i processi formativi del pensiero creativo, evidenziando quelle forme cognitive interessate e le relative didattiche disciplinari. La base teorica della Giornata di Studio è quella della Teoria cognitiva del linguaggio e della comunicazione, attraverso il riconoscimento e la gestione della musica, come metodo e tecnica didattica. In questo contesto, la pratica della musica diventa uno strumento/dispositivo di prevenzione, diagnosi ed intervento nel disagio scolastico. |
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Alessandro Bertirotti, Antropologo della Mente, Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Medicina e Chirurgia. |
Destinatari
La Giornata di Studio è rivolta a tutti i docenti della Scuola italiana, di ogni ordine e grado.
Metodologia di lavoro nell'arco della giornata
La giornata di studio si articola con ore di lezione frontale al mattino e al pomeriggio, intercalate da ore di discussione di casi concreti vissuti, o ipotetici, per un totale di circa 8 ore di presenza.
Disabilità e Case Management.
La creazione della "rete" partendo dalle centralità della persona
Giornata di studio rivolta a medici, psicologi, infermieri, terapisti, educatori professionali, assistenti sociali, insegnanti e genitori
Contesto
Anche se da molti anni oramai il modello medico-organicistico non viene pedissequamente adottato nella valutazione della malattia e della salute, di fatto le cose non funzionano esattamente come si vorrebbe. I sistemi sanitari, ma anche quelli sociali, si occupano sempre più nello specifico di malattie o di singoli problemi del paziente, senza tuttavia occuparsi davvero della persona e della comunicazione, limitandosi spesso ad un approccio settoriale e individuale circa il benessere dell'individuo.
In ambito sanitario, in modo particolare, spesso la persona viene considerata a seconda di quella che è la sua patologia e talvolta confusa con essa, dimenticandosi l'importanza di un approccio olistico.
L'adozione del Case Management quale modalità operativa è molto utile per migliorare il lavoro di rete e di conseguenza il servizio offerto agli utenti, perché esso diventa un punto di riferimento per i pazienti e famiglie, limitando ovviamente anche gli sprechi per ottimizzare le energie.
Le risorse a disposizione degli utenti possono così essere ottimizzate e, pur garantendo la centralità del paziente e la visione globale della persona, si offre un miglioramento del servizio a parità di costo, se non a costo inferiore.
Descrizione
La giornata di studio è rivolta a professionisti sanitari e del sociale, dunque anche i genitori, al fine di migliorare le conoscenze riguardo la disabilità e la gestione di ogni singolo caso, secondo una visione globale del paziente che favorisca la realizzazione della persona con disabilità, attraverso il raggiungimento del maggior grado di autonomia possibile, una reale integrazione nell'ambiente sociale e di conseguenza il miglioramento della qualità di vita.
Obiettivi formativi specifici per gli operatori socio-sanitari
La giornata di studio si prefigge lo scopo di fornire ai professionisti socio-sanitari alcune conoscenze propedeutiche al fine di valutare lo svolgimento del proprio ruolo, in risposta ai bisogni della persona con disabilità e in relazione agli altri nodi (operatori e servizi) della rete.
Metodologia di lavoro nell'arco della giornata
La giornata di studio si articola con ore di lezione frontale al mattino e al pomeriggio, intercalate da ore di discussione, di casi concreti o ipotetici, e un laboratorio pratico di esplorazione ambientale in condizioni di ridotte di capacità funzionali, per un totale di circa 8 ore di presenza.
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Sessione plenaria prima |
Dalle ore 09.00 alle ore 11.00 |
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Alessandro Bertirotti |
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Elementi di Antropologia della Mente |
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09.00 - 10.00 |
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Antropologia della debolezza |
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10.00 - 11.00 |
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Pausa |
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11.00 - 11.15 |
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Sessione plenaria seconda |
Dalle ore 11.15 alle ore 13.30 |
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Alessandro Bertirotti |
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Leadership circolare e comunicazione in rete |
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11.15 - 12.00 |
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Gli assunti antropologico-cognitivi della comunicazione |
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12.00 - 13.30 |
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Sessione terza |
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Silvia Demartis |
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Introduzione: uno sguardo sulla società |
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14.30 - 15.00 |
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Disabilità, diritto alla salute e "reti" sociali |
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15.00 - 15.30 |
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Il Case Management e l'approccio centrato sulla persona |
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15.30 - 16.00 |
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Promozione di un approccio bio-psico-sociale, identificazione di carenze nella "rete" e individuazione di percorsi di messa in rete. |
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16.00 - 16.30 |
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Pausa |
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16.30 - 16.45 |
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Laboratorio pratico |
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16.45 - 18.15 |
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Discussione |
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18.15 - 18.45 |
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Questionario |
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18.45 - 19.15 |
Il sentimento del dolore costante e continuo, in casi di patologie permanenti, vissuto dalla famiglia del paziente
Giornata di studio per genitori ed operatori socio-sanitari
Contesto
Avere a che fare con un sentimento, continuo e costante, di dolore è una condizione che potremmo definire innaturale e antiesistenziale, poiché essa è al di fuori delle prospettive mentali che ogni essere umano sviluppa nel corso della propria vita. È vero, come diceva il mio professore Gavino Musio, che la maggior parte della nostra vita trascorre nel dolore. Il dolore viene contrastato da ogni sistema vivente, che in quanto tale è sempre sull'orlo del collasso, attraverso il recupero di un ordine, ossia regole e comportamenti, che tendono a giustificarlo, oppure a comprenderlo, rinnovando la motivazione all'esistere. Tutto questo avviene da parte di colui che prova il dolore, sotto forma di sofferenza, ma anche da parte di coloro che cercano di alleviare il dolore altrui e devono, in qualche modo e maniera, aiutare l'individuo e loro stessi a resistere nei confronti di una precisa situazione patologica. Questa azione di contrasto si definisce negentropica. In altri termini, la nostra mente, ogni volta che avverte il dolore, si allarma e si attiva per ripristinare la situazione ottimale di assenza di dolore, oppure si adopera per rendere tollerabile il dolore stesso, ed in questo ultimo caso si parla in effetti assuefazione al dolore.
Combattere una situazione di patologia cronica, esercitare uno stile di vita preciso, cercare di stabilire dei rapporti affettivi secondo un ordine che permette agli stessi di conservarsi nel tempo, sono tutte espressioni di volontà, sia individuale che sociale, diretta al mantenimento di un proprio ordine interno.
Per una migliore comprensione di questa realtà soggettiva, l'Antropologia della Mente (ossia lo studio evolutivo della formazione di atteggiamenti mentali) offre un approccio multidisciplinare al fenomeno, poiché esplora la realtà dell'uomo attraverso i vissuti e l'interpretazione dei codici specifici della cultura di appartenenza e dei modelli educativi legati all'espressione del dolore e della morte.
Descrizione
La giornata di studio è rivolta ai famigliari di persone in situazione di dolore cronico, con patologie che rendono disabile l'individuo portatore di sofferenza, sia fisica che mentale. In questo contesto si inserisce la relazione di aiuto che si stabilisce fra paziente cronico e famiglia di appartenenza.
Obiettivi formativi specifici per le famiglie
La giornata di studio si prefigge lo scopo di fornire alle famiglie alcune conoscenze su come è stato affrontato il dolore nella Storia dell'Occidente, anche in relazione alle diverse conquiste scientifiche e quali possono essere gli atteggiamenti che l'attuale cultura occidentale globalizzata propone nei confronti di queste situazioni. In effetti, le risposte alla sofferenza ed alla morte non sono solo risposte psicologiche, ma anche antropologiche perché affondano le loro radici nell'evoluzione della specie Homo sapiens sapiens, e sono determinate storicamente dalla cultura di appartenenza.
La giornata di studio si articola con ore di lezione frontale al mattino e al pomeriggio, intercalate da ore di discussione di casi concreti vissuti, o ipotetici, per un totale di circa 8 ore di presenza.
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Programma |
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Sessione plenaria prima |
Dalle ore 09.00 alle ore 11.00 |
Serie di relazioni su tema preordinato |
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Analisi multidisciplinare della fenomenologia dolorifica |
Elementi di Antropologia della Mente per cum prendere l'espressione del dolore |
Alessandro Bertirotti |
09.00-09.30 |
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Elementi di Antropologia della famiglia, legati al fenomeno del dolore. Il vissuto relazionale familiare |
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09.30-10.00 |
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La socializzazione famigliare nella fenomenologia del dolore e della sofferenza |
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10.00-10.30 |
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Gli effetti sulla famiglia di alcune e differenziate tipologie culturali di espressione del dolore |
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10.30-11.00 |
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Pausa |
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11.00-11.15 |
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Sessione plenaria seconda |
Dalle ore 11.15 alle ore 13.30 |
Serie di relazioni su tema preordinato |
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Definizione del dolore come fenomeno multifattoriale |
I fattori antropologici legati al dolore. I modelli culturali e le categorie legati alla fenomenologia del dolore |
Alessandro Bertirotti |
11.15-12.15 |
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I fattori sociologici legati al dolore. La condivisione dell'espressione del dolore nella società globalizzata |
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12.15-12.45 |
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Aspetti ed atteggiamenti mentali presenti nella comunicazione mediatica del dolore e della sofferenza |
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12.45-13.30 |
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Programma |
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Attività in gruppo |
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Sessione terza |
Dalle ore 15.00 alle ore 15.30 |
Brain storming |
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Domande e risposte |
Alessandro Bertirotti |
15.00-15.30 |
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Sessione quarta |
Casi concreti |
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15.30-16.00 |
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Sessione quinta |
Casi ipotetici |
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16.00-16.30 |
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Sessione sesta |
Sintesi e ragionamento sugli stili di pensiero di fronte al dolore e la morte |
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16.30-19.00 |
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Valutazione dell'apprendimento |
Questionario |
Tutor presente |
19.00-19.30 |
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